Per il suo ingresso nell’arena delle mirrorless full frame Canon aveva sparato medio alto, utilizzando come cartuccia EOS R, equivalente senza specchio dell’apprezzata reflex digitale 35mm Canon EOS 5D Mark IV. Canon ha provato la strada di alcune soluzioni innovative, come la ghiera touch multifunzione a portata di pollice: un particolare che potrebbe essere interessante, ma che nella sua implementazione attuale vive praticamente disattivata da buona parte degli utilizzatori. A livello di prezzo EOS R si posiziona in una fascia non accessibile a tutti: EOS R viene proposta da Canon al prezzo di listino di 2.629 Euro.

Oggi la casa biancorossa dà una bella spallata al mercato, presentando la nuova Canon EOS RP, la sua seconda mirrorless full frame. EOS R sta 5D Mark IV come EOS RP sta invece a 6D Mark II. Sia in termini di prestazioni, sia in termini di posizionamento. La nuova Canon EOS RP diventa quindi la mirrorless full frame accessibile del colosso nipponico. Partiamo proprio dal prezzo: il listino di € 1.569 praticamente decreta il pensionamento di EOS 6D Mark II, che probabilmente diventerà un prodotto di nicchia.

Il sensore della nuova EOS RP è molto simile a quello di 6D Mk II, sebbene sia stato rinnovato in diversi aspetti, secondo quanto dichiarato dai tecnici Canon. Il sensore CMOS pieno formato 35mm è accreditato infatti di 26,2 megapixel di risoluzione. Il più recente processore d’immagine DIGIC 8 rappresenta invece il cuore della fotocamera, che è in grado di scattare immagini con sensibilità nativa compresa tra 100 e 40.000 ISO (50-102.400 ISO in modalità espansione). A livello di raffica restiamo sugli non entusiasmanti valori della sorella reflex, con 5 fps con autofocus bloccato sul primo fotogramma e 4 fps con autofocus continuo in modalità Servo. Naturalmente la fotocamera può scattare in modalità totalmente silenziosa, utilizzando l’otturatore elettronico.

Rispetto all’attuale ammiraglia mirrorless, Canon ha risparmiato sul mirino, adottando un pannello OLED da 2,36 milioni di punti, comune su molte fotocamere anche di fascia alta, ma sicuramente meno ‘reale’ del pannello da 3,76 milioni di punti utilizzato su EOS R. Il mirino offre ingrandimento pari a 0,7x. Il display orientabile touchscreen è invece il fratello gemello di quello da 1.04 milioni i punti utilizzato sulla 6D Mk II. Il touchscreen posteriore è utilizzabile anche durante l’editing delle foto. La fotocamera offre sviluppo RAW in-camera, una funzione sempre apprezzata, e mette a disposizione dei neofiti l’assistente creativo, che guida nell’apprendere i fondamenti della fotografia.

La fotocamera rinuncia al display LCD sulla spalla. Il tasto Fn permette di accedere in modo veloce alla modifica di una ampia serie di parametri di scatto. Canon EOS RP ha un approccio all’interfaccia più tradizionalista, con la classica ghiera dei modi sulla spalla. Il corpo macchina è molto più piccolo e leggero della sorella maggiore e in linea con pesi e dimensioni delle concorrenti Sony. Il design è meno squadrato di EOS R e forse un po’ meno moderno, ma forse è più nelle corde di chi arriva dal mondo reflex.

Il sensore è dotato del sistema autofocus Dual Pixel AF CMOS, in cui ogni fotodiodo è spezzato in due e in grado di leggere la differenza di fase. Dichiarato altrettanto veloce quanto quello di EOS R offre un numero leggermente inferiore di posizioni AF, pari a 4779, che coprono il 100% dell’inquadratura in verticale e l’88% in orizzontale. Il sistema è dichiarato sensibile fino a -5EV e ogni punto AF può essere utilizzato con ottiche fino a F11. Interessante la possibilità di utilizzare la funzione focus bracketing fino a 999 scatti, per creare in post produzione immagini con profondità di campo espansa o infinita. Novità interessante la possibilità di di utilizzare la messa a fuoco selettiva sull’occhio Eye-AF anche in modalità tracking. Il sistema autofocus Dual Pixel AF è utilizzabile anche durante la registrazione dei video Full HD fino a 60p, mentre invece registrando video 4K 25pè possibile utilizzare solo la messa a fuoco basata sul contrasto. La fotocamera offre il focus peaking. Per chi vuole estrarre video con la massima qualità è possibile utilizzare registratori esterni per salvare in campionamento colore 4:2:2.

In modalità video è possibile utilizzare la stabilizzazione digitale, oltre a quella delle ottiche, ma ricordiamo che il sensore non è stabilizzato, attirando così forse qualche critica dagli utenti, come avvenuto su EOS R. La fotocamera è dotata sia di ingresso per microfoni esterni, sia di uscita cuffie su jack da 3,5mm e offre una porta USB-C multifunzione, utilizzabile anche per la ricarica della batteria, ma solo con alimentatori dotati di tecnologia PD (Power Delivery). Tra le dotazioni di connettività troviamo sia la tecnologia Bluetooth sia la connessione Wi-Fi. Anche in questo caso Canon ha optato per un singolo slot per schede di memoria, compatibile con lo standard SD UHS II.

La batteria è la stessa delle mirrorless APS-C della serie EOS M di alta gamma, EOS M5 e M6 e in base agli standard TIPA dovrebbe garantire 270 scatti. Lo standard TIPA è molto dispendioso e utilizza molto lo schermo: in un utilizzo normale con revisione limitata delle foto si dovrebbero superare tranquillamente i 300 scatti.

A livello strutturale la fotocamera adotta una struttura interna in lega di magnesio e sfrutta per il resto del corpo la fibra di vetro e il policarbonato. Il livello di resistenza alle intemperie è lo stesso di Canon EOS 6D Mk2.

Il kit al prezzo di 1.569 offre anche l’adattatore per ottiche EF/EF-S incluso in confezione, una mossa decisamente azzeccata da parte di Canon. Grazie alle sue caratteristiche la nuova EOS RP potrebbe diventare la ‘mirrorless del passaggio’ per tutti gli amatori che fino a ora erano ancora rimasti fedeli al sistema reflex, che potranno sfruttare a pieno tutto il proprio parco ottiche, anche quelli in arrivo dalle reflex APS-C. Proprio per aggredire questo pubblico, Canon ha annunciato lo sviluppo di una nuova ottica, lo zoom tuttofare Canon RF 24-240mm F4-6.3 IS USM.

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