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Facebook ha appena calato il sipario su ben 23 pagine che diffondevano odio e fake news, parlando giornalmente a 2,46 milioni di utenti. La notizia è destinata a far discutere, perchè la metà circa di questi account era a sostegno di Lega e Movimento 5 Stelle.

La lista delle violazioni è lunga e documentata scrupolosamente grazie al lavoro indipendente della ong Avaaz, che ha presentato i dettagli al social network il 3 maggio e atteso il responso fino ad oggi. Ma non è la prima volta che l’associazione svolge un lavoro del genere, una simile indagine è stata portata avanti anche in Spagna e aveva portato alla chiusura di 3 network di estrema destra.

Avaaz ha provato la diffusione di informazioni false, contenuti divisivi contro i migranti, antivaccini e antisemiti. Una vera macchina dell’odio che – calcola l’ong che si occupa di diritti umani e campagne ambientali – nei tre mesi passati ha generato sulle pagine Facebook interessate circa 2,4 milioni di reazioni. Il social di Zuckerberg ha studiato le prove e agito:

Ringraziamo Avaaz per aver condiviso le ricerche affinché potessimo indagare. Siamo impegnati nel proteggere l’integrità delle elezioni nell’Ue e in tutto il mondo. Abbiamo rimosso una serie di account falsi e duplicati che violavano le nostre policy in tema di autenticità, così come diverse pagine per violazione delle policy sulla modifica del nome. Abbiamo inoltre preso provvedimenti contro alcune pagine che hanno ripetutamente diffuso disinformazione. Adotteremo ulteriori misure nel caso dovessimo riscontrare altre violazioni

La fake news provata da David Puente a luglio 2018

La più attiva di queste pagine era “Vogliamo il movimento 5 stelle al governo” (129.685 followers), un canale non ufficiale che ha realizzato delle bufale al hoc come quella attribuita a Roberto Saviano, colpevole – a loro dire tramite un meme – di “preferire il salvataggio dei fratelli clandestini ai terremotati italiani piagnucoloni e viziati”.

Sempreverde invece il video, diffuso da “Lega Salvini Premier Santa Teresa di riva” (16.581 followers), che mostra presunti immigrati che assaltano un’auto dei Carabinieri; in realtà è stato usato più volte in rete per diffondere messaggi di odio e smascherato altrettante volte essendo una semplice clip estratta dal film Mediterranea di Jonas Carpignano (che su Open.online ha confermato la paternità delle scene).

Al di là dei messaggi fuorvianti e pericolosi diffusi, queste e altre pagine erano nate sotto diverso nome e con natura lontana da derive politiche di bassa lega. Pensate che “Vogliamo il movimento 5 stelle al governo” è originalmente nata come “BOMBE SEXY“, “NOI SIAMO 5 stelle” era “Calcio Passione“, e poi “Lega Salvini Sulmona” che aveva iniziato come “Il peggio del Grande Fratello 2018“. Ancora “Beppe Grillo For President” denominata precedentemente “Fai crescere la tua pagina in modo 28 esponenziale”.

Insomma, accumulati like e followers le pagine chiedevano l’autorizzazione al cambio del nome e cambiavano così direzione, un’altra clamorosa falla su Facebook palesata da questa inchiesta indipendente. Altre pagine erano invece più recenti, aperte addirittura ad aprile 2019 e già molto attive nel diffondere fake news a go-go, come “Questa è l’Italia” e il falso repost di articoli (mai realizzati) da “SkyTG24news”.

Facebook ha informato nei mesi scorsi di aver attivato a Dublino una cosiddetta “war room”, un team di controllo composto da 40 persone, tra ingegneri, scienziati, ricercatori e specialisti, che da inizio maggio vigilano sulle pagine del social network per assicurare un regolare svolgimento delle elezioni europee e diffusione delle informazioni sulla piattaforma.

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