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Di generazione in generazione la sostanza non cambia. Se dovessi riassumere in una frase tutta questa recensione sarebbero senza dubbio queste le parole più adatte. Surface Pro 6 presentato a ottobre 2018 è infatti più veloce, ha un nuovo SoC e arriva in una inedita ed elegantissima colorazione, ma in fin dei conti l’anima è sempre la stessa e probabilmente è giusto non cambiarla.

Anche in questa sua ultima reincarnazione il Surface Pro resta il miglior tablet Windows in circolazione e, a differenza della concorrenza, è un dispositivo con sistema operativo da PC con cui si può lavorare in mobilità come a casa o in ufficio. Insomma, se avete bisogno di un prodotto che coniughi il massimo della produttività nelle dimensioni di un tablet non ci sono reali alternative. Surface Pro è Surface Pro, e il resto è noia.

SEMPRE BELLO, MA MANCA ANCORA LA TYPE C

Dal punto di vista estetico non cambia praticamente nulla rispetto allo scorso anno, colore a parte ovviamente. Anche le dimensioni restano invariate, con uno spessore di 8,5 mm e un peso che per la versione i5 (che è quella provata) si attesta sui 770 grammi, ovviamente senza cover-tastiera che anche in questa nuova versione è venduta separatamente.

La colorazione nera è molto elegante e non nego che potrei scegliere questo nuovo Surface Pro anche solo per quello. Scherzi a parte, la verniciatura modernizza un design che è fondamentalmente fermo da anni se non per alcune piccole modifiche.

Attenzione però all’usura. Sono bastati davvero pochi giorni di utilizzo per iniziare a notare che in alcuni punti “critici”, quelli che sfregano più spesso sul tavolo o con gli altri oggetti nello zaino, la vernice si consuma rapidamente fino a mostrare il colore argentato della lega di magnesio con cui è realizzato il corpo del tablet.

Non posso poi non tirare le orecchie a Microsoft per la mancanza di una USB Type C. Nel 2019, considerando anche il form factor del prodotto, direi che è un elemento praticamente imprescindibile. Tenendo poi conto di quanto costa questo Surface Pro dover ancora dipendere dal connettore proprietario per la ricarica è decisamente snervante. Se qualcuno a Redmond mi sta leggendo faccio una richiesta che credo sia condivisa da buona parte dell’utenza: al prossimo giro, una bella USB-C con Thunderbolt 3 e un adattatore in confezione che permetta di espandere le porte e caricare il tablet; mi raccomando non deludeteci.

Per concludere abbiamo la kickstand migliore della categoria per facilità di regolazione e stabilità, un sistema di raffreddamento fanless che permette di operare in totale silenzio, la Mini DisplayPort, il jack per le cuffie e il lettore di schede microSDXC sul retro sotto la kickstand.

DISPLAY ANCORA OTTIMO

Come ormai da diverse generazioni, il display di questo Surface Pro 6 è garanzia di qualità. Abbiamo lo stesso pannello LGD0555 dello scorso anno con 12,3 pollici di diagonale, risoluzione 2736×1824 e densità di 267 ppi. Si tratta di uno schermo IPS LCD con tecnologia PixelSense. Il rapporto d’aspetto è sempre 3:2, una scelta che approvo perché permette di avere più spazio verticale a disposizione rispetto ad un classico 16:9 e, per un prodotto pensato per la produttività, è sicuramente un valore aggiunto. Ovviamente il pannello è touchscreen e supporta fino a 10 tocchi simultanei.

Dal punto di vista dell’analisi cromatica abbiamo la possibilità di impostare il display del Surface su tre modalità d’uso. Quella impostata di default è la Surface Standard, ma abbiamo anche una modalità sRGB e una definita Migliorata.

La misurazione effettuata tramite colorimetro e software Calman mostra generalmente una fedeltà cromatica molto buona per tutte e tre le impostazioni di utilizzo. Volendo scendere nello specifico, quella maggiormente ottimizzata risulta essere la “Migliorata” con delta E molto bassi sia sulla scala di grigi che sui colori.

MODALITA’ MIGLIORATA

MODALITA’ sRGB

MODALITA’ STANDARD

Attivando questa modalità si perde però qualche nit di luminosità, che resta comunque superiore alle 350 cd/mq e quindi più che sufficiente per la maggior parte degli utilizzi. Il rapporto di contrasto è di circa 300:1, non elevatissimo ma comunque adatto per poter leggere lo schermo anche all’aperto. Decisamente buona anche l’uniformità della retroilluminazione con differenze davvero minime tra le diverse zone del pannello.

Non dimentichiamo il display touch e il digitalizzatore N-Trig grazie al quale abbiamo la piena compatibilità con la Surface Pen che è la stessa dello scorso anno. Restano quindi i 4096 livelli di pressione e la variazione del tratto all’inclinazione della punta.

Sfortunatamente Microsoft non ha ritenuto opportuno fornircene una per la recensione e quindi non abbiamo potuto provarne l’efficacia. Il fatto che si tratti dello stesso prodotto dello scorso anno mi lascia supporre che l’esperienza d’uso sia rimasta intatta, e la speranza è che sia ancora fantastica come lo era con la generazione precedente.

Da questa versione del tablet abbiamo poi la possibilità di utilizzare in abbinamento alla penna anche la Surface Dial. Una caratteristica che sarà apprezzata in particolar modo da alcune categorie di utenti come quelle che hanno a che fare con l’elaborazione grafica. Non avendo provato questo binomio, l’unico dubbio che mi resta riguarda l’ingombro della Dial su uno schermo di queste dimensioni.

HARDWARE E PRESTAZIONI

La versione che abbiamo avuto in prova è quella dotata di Core i5 8250U, un SoC con 4 core logici e 8 thread che è in realtà l’unica differenza reale e tangibile rispetto al precedente Surface Pro con Core i5. Abbiamo infatti gli stessi 8 GB di RAM LPDDR3 e il medesimo SSD Samsung KUS030202M dello scorso anno, qui in taglio da 256GB. Anche la componente grafica è fondamentalmente la stessa e parliamo della Intel UHD Graphics 620 che guadagna una U nella sigla ma che, a livello di specifiche, è davvero molto simile alla precedente HD 620.

Scheda tecnica Surface Pro 6

  • Display da 12,3 pollici e 2736 x 1824 pixel / PixelSense 3:2
  • Digitalizzatore N-Trig con 4096 livelli di pressione / Surface Pen e Surface Dial (opzionali)
  • Processori Intel Core Core i5-8250U, Core i7-8650U
  • Scheda video Intel UHD620
  • Memoria: 8/16 GB di RAM LPDDR3 1866 MHz / SSD PCI-E Samsung 128 GB – 1 TB
  • Connettività Wi-Fi ac Marvel / Bluetooth 4.0
  • MicroSDXC / USB 3.0 / mini DisplayPort / Surface Connect / Jack cuffia
  • Camera frontale 5 MP IR per Windows Hello / Posteriore 8 MP
  • Dimensioni tablet: 292 x 201 x 8,5 mm / Peso tablet: 770 grammi (Core i5)
  • Peso tastiera: 310 grammi / Dimensioni tastiera: 295 x 217 x 5 mm
  • Batteria 45 Wh / PSU: 44 watt con USB (Core i5 e i7)

Fatta questa doverosa premessa non ci resta che analizzare il comportamento del nuovo Surface Pro. Si tratta ovviamente di un prodotto pensato per la produttività in mobilità fatta principalmente di operazioni generalmente poco dispendiose come la navigazione, la gestione della mail e l’utilizzo della suite Office. Volendo possiamo però anche spingerci ad utilizzare software più pesanti come ad esempio Photoshop o Lightroom, comunque ben supportati dall’hardware a disposizione.

Per questo motivo non vedrete benchmark su giochi o test di montaggio video in 4K a 10 bit. Semplicemente non si tratta della destinazione d’uso di questo prodotto, chi necessita di una macchina per queste operazioni dovrà andare a cercare fortuna altrove.

Benchmark Surface Pro 6


Surface Pro 6 i5
i5-8250U/8/256
Surface Pro i5
i5-7300u/8/256
Galaxy Book 12
i7-7200u/8/256
Spectre x360 13
i5-7200u/8/256
GUARDA ORA GUARDA ORA GUARDA ORAGUARDA ORA
GeekBench 43951/122574303/84423846/7569 3344/7077
Cinebench R1550.27/58630.33/23144.24/317 39.99/285
GFX Bench 4
Offscreen
Car 1689
Man 3745
TRex 6822
Car 1568
Man 2818
TRex 5196
Car 1567
Man 3310
TRex 6255
Car 1644
Man 3480
TRex 6390
3DMarkFireStrike 1101
SkyDiver 3745
CloudGate 6822
FireStrike 891
SkyDiver 3324
CloudGate 4796
FireStrike 891
SkyDiver 3688
CloudGate 6104
FireStrike 902
SkyDiver 3777
CloudGate 6363
PCMark 8Home 2965Home 2650Home 3348Home 3359
CrystalDisk MarkSeq 1643/874
4K 40/113
Seq 1648/822
4K 41/123
Seq: 551/525
4K: 42/97
Seq: 1532/298
4K: 43/166
Temp MaxCPU: 73 °C
Esterna: 41 °C
CPU: 79 °C
Esterna: 42 °C
CPU: 91 °C
Esterna: 58 °C
CPU: 96 °C
Esterna: 52 °C
IPerf 2 WiFi163/135160/132164/141 171/149

Test eseguiti in modalità massime prestazioni, con alimentatore collegato

Le prestazioni di questo Surface Pro 6 sono, a livello di numeri, leggermente superiori rispetto al modello dello scorso anno.Si tratta di un vantaggio dovuto principalmente al quantitativo di core e thread che è esattamente raddoppiato. Molto esplicativo è in questo senso il test Cinebench che mostra punteggi doppi rispetto alla piattaforma precedente.

Trattandosi di una soluzione fanless è poi assolutamente doveroso andare ad analizzare la gestione delle frequenze di CPU e GPU in relazione alle temperature d’esercizio. I due grafici che vediamo qui sotto mostrano proprio questo, prima stressando al massimo solo la CPU, poi con tutti e due i componenti portati al limite.

Il test della CPU mostra un comportamento che potremmo definire “classico”. All’inizio del test il TDP, che di default è di 15W, sale fino a circa 25W e i core raggiungono per qualche secondo la loro frequenza operativa massima. La temperatura sale però ben oltre quella che potremmo definire come la soglia di sicurezza, ovvero circa 70°C, e quindi le frequenze vengono abbassate una prima volta fino a 2,2GHz. Non essendo ancora sufficiente, dopo un altro paio di minuti le frequenze si stabilizzano intorno ai 2 Ghz e lì restano per tutta la durata del test. Si tratta comunque di un buon compromesso, con temperature che sono ben al di sotto della soglia indicata da Intel ma che permettono in questo modo di avere un sistema sempre stabile evitando spiacevoli crash.

Aggiungendo alla CPU anche la GPU la gestione resta fondamentalmente la medesima, ma le frequenze della CPU si abbassano ovviamente in maniera più marcata, andando addirittura a stabilizzarsi sugli 800 Mhz per singolo core. La GPU, dal canto suo, dopo un picco iniziale a 1,1 GHz (frequenza massima) cala fino a stabilizzarsi intorno ai 600 Mhz per buona parte del test. Il sistema resta comunque stabile, e questa gestione, anche fin troppo conservativa, permette di mantenere una temperatura interna media di 62°C con quella esterna che non va mai oltre i 41/42°.

Per l’utilizzo per il quale è pensato un tablet Windows siamo comunque su livelli prestazionali più che adeguati, e difficilmente vi troverete nelle condizioni di aver bisogno di una potenza maggiore.

AUTONOMIA MIGLIORATA

La batteria all’interno di questo Surface Pro 6 offre una capacità di 45 Wh, si tratta della stessa capacità del modello precedente ma rispetto alla versione i5 di Surface Pro abbiamo comunque registrato un leggero miglioramento nella durata della carica.

Con un utilizzo lavorativo standard fatto di gestione mail, scrittura articoli, navigazione web e un po’ di fotoritocco con Photoshop si ha un consumo del 20% ogni ora e una conseguente autonomia pari a circa 5 ore. Se utilizzato per guardare video in streaming su YouTube o Netflix, la batteria cala più lentamente e la durata aumenta fino a toccare le 10 ore.

Autonomia Surface Pro

Surface Pro 6 i5
Consumo orario / Durata
Surface Pro i5
Consumo orario / Durata
Lavoro ufficio offline-8.5% / 11,5 ore
-9% / 11,1 ore
Netflix HD / Youtube HD-10% / 10 ore
-10.5% / 9,5 ore
Giochi / Rendering / Stress Test-92% / 1,1 ore
-93.4% / 1,07 ore
Draining in standby (Wi-Fi)-0.11% / 40 giorni -0.12% / 34 giorni
Tempo di ricarica (standby) +40% +39%

*: display e audio al 50% (circa 220 nit). Luce tastiera su bassi livelli. Profilo energetico “consigliato”.

A pieno carico, invece, il consumo è molto elevato e si può arrivare anche a scaricare completamente la batteria del Surface Pro 6 in circa un’ora. Rispetto al modello dello scorso anno, come vedete dalla tabella riportata qui sopra, i valori sono leggermente migliori. Nulla di trascendentale o comunque in grado di spostare l’ago della bilancia.

La ricarica avviene poi tramite il connettore proprietario collegato ad un alimentatore davvero contenuto per dimensioni. Per completare un ciclo di carica occorrono poco più di due ore.

CONSIDERAZIONI FINALI

Microsoft quest’anno si è limitata al compitino, nulla di più, il Surface Pro 6 è per il 90% un Surface Pro della generazione precedente. La differenza più importante, e anche l’unica se escludiamo la colorazione, è nella presenza di un processore Intel Core di ottava generazione. Insomma, un aggiornamento dovuto ma nulla di più.

Costruzione, ergonomia e materiali sono sempre al top, così come il design. Avrei messo più cura nella verniciatura che si rovina troppo facilmente e soprattutto avrei aggiunto una USB Type C, o magari anche due. Resta invece giustamente lo stesso il display che era ottimo e resta tale, mentre viene aggiunto il supporto alla Surface Dial, oltre a quello per la Surface Pen già presente e sempre molto utile per rendere l’esperienza d’uso completa a 360°.

Il prezzo è altino, si parla di circa 1400 euro per la versione che abbiamo provato noi con Core i5, 8GB di RAM e 256GB di storage. La versione base parte invece da poco più di 1000 euro. Come già detto però le alternative scarseggiano, e se cercate un prodotto con questo form factor Surface resta la migliore alternativa sul mercato. Se il vostro utilizzo non include però software che traggono particolari benefici dalla presenza di due core in più potrebbe valere la pena buttare un occhio ai prezzi del modello dello scorso anno.

Non bisogna poi dimenticare che anche quest’anno Surface Pro viene venduto senza Type Cover che è acquistabile separatamente a circa 150 euro.

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